Iparia-Pucallpa

Il nostro Cantiere della Solidarietà tra Iparía e Pucallpa

Siamo Alessia, Carlotta, Chiara e Martina e quest'estate abbiamo deciso di partecipare all'esperienza dei "Cantieri della Solidarietà 2025" proposta da Caritas Ambrosiana. La nostra avventura è stata coordinata da Matilde e insieme a noi c'erano anche i volontari in Servizio Civile: Beatrice, Cristian, Letizia e Noemi.

Il nostro Cantiere della Solidarietà si è svolto principalmente nella città di Pucallpa, una città affascinante nel cuore dell'Amazzonia peruviana. Abbiamo avuto anche la possibilità, con ben 7 ore di "rápido" (imbarcazione locale), di navigare sul rio Ucayali e raggiungere il remoto caserío di lparìa, un villaggio di circa tremila abitanti.

Qui abbiamo trascorso una settimana intensa, vivendo accanto alla comunità locale e immergendoci completamente nel loro ritmo quotidiano.

Abbiamo visitato le famiglie
, ascoltando le loro storie e condividendo il tempo che avevano da donarci. Con bambini e adolescenti abbiamo organizzato giochi, attività educative e momenti di animazione; abbiamo partecipato attivamente alla vita della parrocchia, animando le celebrazioni insieme alla comunità.

Sempre in barca abbiamo raggiunto alcune comunità indigene, conoscendo da vicino la loro cultura e il loro legame con la foresta; una camminata attraverso la vegetazione tropicale ci ha portate fino a una piccola quebradita (piccolo ruscello che scorre in una fenditura della selva) dove abbiamo respirato la forza e la bellezza della natura amazzonica.

Rientrate a Pucallpa, il nostro servizio ha assunto nuove forme. Abbiamo trascorso le mattine in una scuola primaria, osservando da vicino la realtà educativa locale e dando una mano nelle varie attività quotidiane.

I pomeriggi li abbiamo passati nel doposcuola della Hoyada, un quartiere particolarmente fragile, dove abbiamo aiutato i bambini nei compiti e proposto giochi e laboratori.

Abbiamo incontrato le famiglie del quartiere per ascoltare i loro bisogni e, quando necessario, insieme ai volontari della parrocchia, consegnato viveri. Alcune serate sono state dedicate a momenti di formazione e testimonianza: le suore di Caco, che hanno vissuto anni tra le comunità native Shipibo; un gruppo di giovani impegnati sul tema ambientale; i volontari della pastorale giovanile; i sacerdoti italiani che da anni vivono e servono il territorio amazzonico.

Tra le esperienze più forti c’è stato anche l’incontro con i ragazzi del SOA, un centro diurno per adolescenti inseriti nel circuito penale: insieme a loro abbiamo organizzato un pomeriggio di sport, con un torneo di calcio e pallavolo che ha messo in campo entusiasmo, energia e desiderio di riscatto. Altri momenti significativi sono state le visite alla casa famiglia Barco Iris e alla Casa Salud, una struttura gestita da suore che accoglie anziani soli.

Ogni incontro, ogni attività, ogni sorriso ha lasciato un segno profondo in ciascuna di noi.

Tornando a casa, i nostri zaini erano più leggeri, ma il cuore no.

Dentro ci portiamo il rumore dell’Ucayali, gli occhi attenti dei bambini della Hoyada mentre facevamo i compiti insieme, le risate dei piccoli di Iparia che correvano scalzi sotto la pioggia, i sorrisi timidi delle mamme che ci accoglievano nelle loro case di legno, le serate sotto le stelle con le ragazze della parrocchia. Ci portiamo anche le fragilità che abbiamo visto: strade che diventano fango, scuole che fanno miracoli con poco, ospedali che resistono grazie alla dedizione di chi ci lavora.

A Iparia e a Pucallpa abbiamo imparato che la distanza non si misura in chilometri, ma in possibilità. E che alcune comunità, pur avendo una forza incredibile, hanno bisogno che qualcuno cammini un tratto di strada insieme a loro.

Tornando a casa, ci siamo dette che non potevamo lasciare tutto questo “là”, a diecimila chilometri di distanza. Perché adesso quei bambini hanno un nome, quelle famiglie hanno una storia, quei luoghi hanno un posto nel nostro cuore. E quando conosci davvero qualcuno, ti senti responsabile di non voltarti dall’altra parte.

Per questo abbiamo deciso di non fermarci al nostro viaggio. Vogliamo continuare a sostenere chi abbiamo incontrato.

Una donazione — anche piccola — può diventare qualcosa di grande.

https://noisiamo.caritasambrosiana.it/pucallpa-peru/

Se vorrai unirti a noi, sapremo trasformare questo legame in qualcosa di concreto e duraturo. Grazie di cuore, da parte nostra e da parte di chi, in Perù, ci ha insegnato che la solidarietà è sempre un cammino fatto insieme.

Le volontarie del Cantiere della Solidarietà in Perù 

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